Nella giornata di ieri è stata presentata l'edizione del 2026 dello STADA Health Report realizzato dalla multinazionale faramceutica tedesca.
Il documento descrive il panorama sanitario europeo come plasmato dall’incontro di forze contrapposte: sistemi sanitari sotto pressione costante, una popolazione sempre più consapevole e in grado di prendersi cura della propria salute in prima persona e la rapida diffusione dell’Intelligenza Artificiale nella cura quotidiana. Per la prima volta, questa tecnologia non è più uno scenario futuro, ma uno strumento che gli Europei stanno già utilizzando.
In esso sono riportati i dati di un'indagine online indipendente e rappresentativa condotta da Human8 per conto di STADA.
Gli intervistati sono stati tra 500 e 2.000 per ciascuno dei seguenti Paesi: Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Italia, Kazakistan, Lituania, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, Slovacchia, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Uzbekistan.
L'opinione sull'offerta sanitaria
In tutto il continente, la soddisfazione nei confronti dei sistemi sanitari non è migliorata: solo il 56% delle persone si dichiara soddisfatto. Un dato in linea con il 58% registrato nel 2025 e che conferma la fase di stallo degli ultimi anni seguita al calo post-pandemico.
Alla domanda sulle principali sfide sanitarie nel proprio Paese, il 67% degli intervistati ha indicato la carenza di operatori sanitari e i conseguenti lunghi tempi di attesa. Anche l’accesso a un’assistenza sanitaria a prezzi accessibili è a rischio: il 43% lo ha indicato come una delle principali preoccupazioni, insieme all’invecchiamento della popolazione, alle patologie croniche (56%) e al numero crescente di persone affette da disturbi mentali (53%).
Alla domanda su cosa cambierebbero per primo se fossero Ministro della Salute, il 58% darebbe priorità alla riduzione dei tempi di attesa aumentando la disponibilità di operatori sanitari, mentre il 49% migliorerebbe l'accesso alle cure primarie.
In risposta a questa pressione, gli Europei stanno assumendo un ruolo più attivo nella gestione della propria salute. Il 78% si sente ben preparato a prendersi cura di sé, mentre il 94% ricorre all’automedicazione per almeno alcuni disturbi. La maggioranza (85%) utilizza inoltre uno o più strumenti – dai fitness tracker ai dispositivi di misurazione domestica – per monitorare la propria salute.
Ampia accettazione dell’uso dell’IA in ambito sanitario
In linea con questa crescente consapevolezza e autonomia in materia di salute, l’IA è entrata nell’uso quotidiano: il 55% degli Europei la utilizza attualmente in relazione alla propria salute, mentre l’82% è aperto all’idea che l’IA possa svolgere un ruolo nella propria assistenza sanitaria. Una quota significativa (43%) sarebbe persino disposta a rendere la propria cartella clinica accessibile all’IA per migliorare la diagnosi, la prevenzione o il trattamento, mentre il 49% si fida già, o sarebbe disposto a fidarsi, di una diagnosi fornita dall’IA.
Nonostante l’adozione dell’IA, la fiducia mantiene un volto umano
Medici e farmacisti rischiano quindi di perdere importanza alla luce della crescente influenza dell’IA? È vero proprio il contrario. Non solo la maggioranza degli intervistati indica il proprio Medico di Medicina Generale (77%) e i farmacisti (57%) come il principale punto di riferimento nelle decisioni relative alla salute, ma gli Europei tracciano anche un confine netto per l’adozione dell’IA nell’ambito dell’assistenza sanitaria.
L’apertura è maggiore per le attività amministrative e di monitoraggio, come affidare all’IA la gestione degli appuntamenti e dei follow-up (50%), prendere appunti durante le visite mediche e il monitoraggio delle patologie croniche (36%). In sintesi: l’IA è ben accolta come assistente sanitario, ma gli Europei vogliono che le decisioni rimangano di competenza di una persona in carne e ossa. Infatti, il 38% è espressamente preoccupato per la riduzione dell’interazione umana in un sistema basato sull’IA, mentre il 35% teme che la qualità della comunicazione con gli operatori sanitari possa diminuire.
Il ruolo degli operatori sanitari sta cambiando
È significativo che gli Europei non vogliano che gli operatori sanitari facciano un passo indietro con l’avanzare dell’IA, ma desiderano che assumano un ruolo più importante. Il 41% degli Europei si aspetta che offrano un maggior numero di consulti digitali e a distanza, il 30% si aspetta che diventino ancora più importanti come interlocutori umani affidabili e il 26% si aspetta che agiscano come consulenti e interpreti capaci di aiutare i pazienti a orientarsi nel crescente flusso di informazioni sanitarie. Solo il 20% ritiene che l’importanza degli operatori sanitari diminuirà a causa dell’IA. In altre parole: l’IA sta cambiando il ruolo degli operatori sanitari, ma lo sta ampliando anziché ridurlo.
I risultati dello STADA Health Report 2026 quindi descrivono una realtà sanitaria in cui pazienti consapevoli, strumenti digitali e competenza umana non sono più mondi separati.
La Redazione
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