Nel percorrere il suo Roadshow "Innovazione e Produzione di Valore", lo scorso 11 maggio Farmindustria ha fatto tappa presso lo stabilimento Bayer di Garbagnate Milanese. Un occasione per celebrare gli 80 anni di attività dello stabilimento, che si conferma un hub strategico per il Gruppo e per l'intera economia nazionale. Fondato nel 1946, il sito è oggi un modello di trasformazione tecnologica, supportato da investimenti per 120 milioni di euro stanziati negli ultimi anni per potenziare efficienza e qualità.
I numeri del successo dello stabilimento Bayer di Garbagnate
Lo stabilimento della multinazionale biofarmaceutica tedesca rappresenta un'eccellenza produttiva senza precedenti. Nel 2025 infatti ha prodotto circa 8 miliardi di compresse, esportando in oltre 130 paesi e raggiungendo ogni giorno 33 milioni di pazienti. Un asset importante per Bayer che negli ultimi 8 anni ha investito circa 120 milioni di euro nello sviluppo del sito, con l'obiettivo di accompagnarne l'evoluzione tecnologica e produttiva.
Arianna Gregis, Amministratrice Delegata di Bayer Italia, ha evidenziato l'impatto globale del polo, che ha ottenuto World Economic Forum il riconoscimento di uno dei migliori impianti manifatturieri a livello mondiale. Il sito, che impiega oltre 320 persone, è inoltre all'avanguardia nella sostenibilità, essendo alimentato al 100% da energia rinnovabile con l’obiettivo della carbon neutrality entro il 2030.
La farmaceutica come motore del Made in Italy
I dati presentati durante l'evento delineano un settore in salute esponenziale: la produzione farmaceutica in Italia ha raggiunto i 74 miliardi di euro, con un export da 70 miliardi e una crescita record del 28,5%. L'Italia si posiziona così come il quarto esportatore globale di farmaci, con un surplus commerciale che nei prodotti confezionati ha toccato i 38 miliardi di dollari. La Lombardia si conferma il cuore pulsante del comparto, essendo la prima regione in Italia e tra le prime in Europa per presenza industriale.
Marcello Cattani, Presidente di Farmindustria, ha definito il settore come la Ferrari o la Lamborghini del nostro Paese, sottolineando che l'industria farmaceutica è il primo pilastro manifatturiero in Italia. Tuttavia, Cattani ha lanciato un monito sulle sfide competitive, evidenziando un incremento dei costi di produzione del 22% rispetto al 2022 e la necessità di riforme per accelerare l'accesso ai farmaci innovativi, superando gli attuali 439 giorni di attesa media.
Con investimenti in R&S che superano i 4,2 miliardi di euro, l'industria farmaceutica italiana si conferma quindi un asset di sicurezza e difesa nazionale, pronta a guidare la rivoluzione delle nuove piattaforme tecnologiche.
Dino Biselli
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