Giornata Internazionale dei Trial Clinici: l’Italia raggiunge 1.500 studi attivi

In occasione dell'International Clinical Trials Day, il Presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, ha delineato lo stato dell'arte del settore in Italia. Dalle parole del suo intervento emerge un quadro di forte dinamismo per la ricerca clinica nel nostro Paese. In particolare, l’Italia sta consolidando il proprio ruolo di leader a livello europeo.
 

I numeri del settore: un ecosistema a trazione industriale

Attualmente, l’Italia vanta circa 1.500 studi clinici in corso, un numero sostanzialmente pari a quelli attivi in Germania. Secondo l'analisi dei dati del portale europeo CTIS, il contributo delle imprese farmaceutiche è determinante, poiché arrivano a finanziare il 77% delle sperimentazioni totali. Questo impegno riflette la capacità del sistema nazionale di attrarre investimenti e competenze di alto profilo in un mercato globale sempre più sfidante.
 
Nonostante i risultati positivi, Cattani ha posto l'accento sulla necessità di ottimizzare ulteriormente i processi. In alcune analisi realizzate da ALTEMS, è stato rilevato come ogni 2,5 giorni di ritardo nell'avvio di uno studio si perde la possibilità di arruolare un paziente per studio. Quindi, un’accelerazione dei tempi di attivazione avrebbe benefici concreti: si stima che l'Italia potrebbe arruolare mediamente 16 pazienti in più per ogni sperimentazione.
 
L'impatto di questi rallentamenti è stato particolarmente evidente nel triennio 2022-2025. In aree critiche come l’oncologia, il cardio-metabolico, il sistema nervoso e quello immunitario, si è persa l'opportunità di coinvolgere oltre 10.500 pazienti che avrebbero potuto accedere a cure innovative.
 

La sfida globale: l'Europa tra USA e Cina

Il contesto internazionale mostra uno spostamento degli equilibri nella Ricerca e Sviluppo. Se nel 2009 l'Unione Europea deteneva il 44% degli studi clinici mondiali, oggi tale quota si è drasticamente ridotta. Il panorama attuale è dominato da Stati Uniti e Cina, che insieme controllano il 65% dei nuovi trial globali previsti per il 2025, relegando l'Europa a un terzo posto distanziato.
 

Prospettive e riforme necessarie

Per mantenere e rafforzare la competitività italiana, la strategia indicata dal Presidente Cattani punta su una maggiore integrazione tra ricerca e assistenza sanitaria. L’obiettivo è trasformare l’eccellenza scientifica e industriale del Paese in un motore di crescita per il Servizio Sanitario Nazionale. Per farlo, risulta prioritario proseguire nel percorso delle riforme, puntando sulla semplificazione dei processi, sull'investimento nelle competenze e su una governance che favorisca l'innovazione attraverso una solida collaborazione tra pubblico e privato.
 
 
La Redazione
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Source: Farmindustria