Nella giornata di ieri si è svolto l'evento "50 anni di futuro: Italian Health&Care Forum – L'Italia che innova, l'Italia che produce, l'Italia che cura" organizzato da Johnson&johnson Medicine presso lo stabilimento dell'azienda in Latina. L'appuntamento, oltre a festeggiare i cinquant'anni di presenza dell'azienda in Italia, ha rappresentato l'occasione per fare il punto sulla traiettoria industriale e di ricerca del gruppo, riunendo istituzioni, mondo accademico, rappresentanti dei pazienti e operatori del settore per discutere le linee guida e le sfide strutturali che definiranno il futuro delle scienze della vita nel Paese.
Al centro del dibattito vi sono state le grandi direttrici dello sviluppo sanitario nazionale: la governance della spesa farmaceutica e biomedicale, la politica industriale della salute e l'esigenza di assicurare un accesso equo e tempestivo all'innovazione terapeutica su tutto il territorio. L'evento ha offerto una panoramica approfondita sull'evoluzione del sistema negli ultimi decenni, evidenziando il contributo delle aziende farmaceutiche globali alla crescita economica e occupazionale dei territori in cui operano, con un focus particolare sugli stabilimenti produttivi e sui centri d'eccellenza clinica attivi in Italia.
La governance della spesa e il nodo critico del payback
Nella cornice del forum, i riflettori si sono spostati rapidamente sulle criticità economiche e normative che frenano gli investimenti industriali, con particolare riferimento al meccanismo del payback. Durante i lavori è stato presentato un'analisi economica curata dalla Fondazione Cerm (Competitività, regole, mercati), incentrata proprio sulla necessità di introdurre maggiore prevedibilità e stabilità nei meccanismi di ripiano della spesa farmaceutica.
Il sistema attuale del payback, nato originariamente come strumento di controllo dei tetti di spesa pubblica, si è trasformato nel corso degli anni in un fattore di forte incertezza finanziaria per le imprese farmaceutiche e medicali. L'imprevedibilità e la gravità degli oneri retroattivi costituiscono un disincentivo rilevante all'attrazione di nuovi capitali esteri e penalizzano la programmazione industriale a lungo termine.
Per sostenere la competitività dell'Italia nel panorama europeo e globale, l'analisi presentata e gli interventi dei rappresentanti industriali hanno sottolineato l'urgenza di:
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Garantire la prevedibilità dei costi: superare la logica delle emergenze e dei conguagli retroattivi imprevedibili, consentendo alle aziende di pianificare i budget di investimento in ricerca clinica e sviluppo.
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Premiare il merito e l'innovazione: differenziare il trattamento economico e normativo tra le aziende che investono strutturalmente in impianti, occupazione e ricerca nel territorio nazionale e quelle focalizzate unicamente sulla commercializzazione.
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Salvaguardare la sostenibilità del Ssn: coniugare le esigenze di bilancio pubblico con la necessità di remunerare adeguatamente i prodotti innovativi ad alto valore terapeutico, evitando che il carico fiscale e finanziario finisca per rallentare l'accesso dei pazienti alle nuove cure.
Il cinquantennale di una delle principali realtà del settore si è così trasformato in un momento di confronto strategico non solo per celebrare una lunga storia industriale, ma soprattutto per sollecitare riforme strutturali capaci di rendere il sistema Paese più attrattivo e competitivo nei prossimi decenni.
La Redazione
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