Farmindustria: +54% investimenti in R&D dell'industria farmaceutica in 5 anni

Nel 2025 le imprese farmaceutiche hanno investito in Ricerca e Sviluppo 2,5 miliardi di euro, l’8% del totale degli investimenti nella nazione, in crescita del 54% considerando gli ultimi 5 anni. Gli addetti R&S dell'industria pharma in Italia sono 7.300, +8% nell’ultimo quinquennio, con una maggioranza donne di (53%). Inoltre, secondo i dati Istat l’industria farmaceutica è prima tra i settori industriali per investimenti in innovazione per addetto, con un dato che è pari a 3 volte la media.

Sono questi i dati esposti da Marcello Cattani, Presidente di Famindustria, alla vigilia delle "Notte dei Ricercatori 2026" che si celebra nella giornata di oggi. Un’iniziativa promossa dalla Commissione UE per diffondere cultura scientifica e avvicinare i cittadini, in particolare i più giovani, al mondo appassionante della Ricerca. Giovani che, nell'industria farmaceutica, in generale sono in aumento del 25% (under 35, periodo 2019-2025). Un dato ancora più alto della crescita degli occupati di tutte le età (+10% contro il 6% del totale economia). 

Nuovi dati Istat mostrano anche che l’industria farmaceutica, rispetto agli altri settori, è prima per quota di imprese innovative (pari a oltre il 90% del totale) e per collaborazioni con altri attori dell’ecosistema della R&S (c.d. Open Innovation), in particolare con Università e Centri di Ricerca Pubblici.

La "Notte dei Ricercatori 2026" è un’occasione per ribadire l’importanza di questa realtà in Italia e in Europa. Tuttavia viviamo un’epoca di ridefinizione degli equilibri e l’Europa, per decenni al top nelle Scienze della Vita, non riesce più a tenere il passo di altri competitor che puntano sull’innovazione con una strategia chiara e determinata. Politiche nette di attrazione di investimenti e competenze, rapidità nell’accesso ai farmaci, integrazione con tecnologie all’avanguardia, come l’IA, stanno disegnando una nuova geografia anche nell’industria farmaceutica.

Cattani sottolinea come sia prioritario cambiare radicalmente le policy europee per creare un contesto capace di adattarsi alla velocità dei cambiamenti in atto, alle politiche USA MFN sul farmaceutico e alla crescita dirompente delle Cina nella corsa a sviluppare nuovi farmaci e vaccini. E in Italia, è fondamentale implementare le riforme, perché non sono scontati: in particolare, è urgente superare adesso il payback.

 

Dino Biselli

 
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Source: Farmindustria