Cancro al polmone avanzato, con terapia target -84% rischio morte

Il risultato ottenuto con la terapia al bersaglio osimertinib, vale a dire una riduzione superiore all'80% del rischio di progressione di malattia o di morte nei pazienti con un tumore al polmone aggressivo in fase avanzata, la forma non a piccole cellule (Nsclc) di stadio III non asportabile e con mutazione del gene Egfr, è fra i dati accolti con più entusiasmo al Congresso dell'American Society of Clinical Oncology (Asco) in corso a Chicago. Lo studio 'Laura' è stato presentato in Sessione plenaria insieme a un altro trial, 'Adriatic', sull'uso dell'immunoterapia con durvalumab nel tumore al polmone a piccole cellule in stadio limitato. In questo caso il rischio mortalità cala del 27%.

Osimertinib, spiega in una nota AstraZeneca, ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte dell'84% rispetto a placebo, come valutato dal comitato scientifico indipendente di revisione. La sopravvivenza libera da progressione mediana è risultata pari a 39,1 mesi nei pazienti trattati con osimertinib, rispetto a 5,6 mesi nel gruppo placebo. Un beneficio in termini di Pfs clinicamente significativo è stato osservato in tutti i sottogruppi predefiniti tra cui sesso, etnia, tipo di mutazione Egfr, età, storia di tabagismo e Crt precedente. Coerentemente, i dati di sopravvivenza globale hanno mostrato un andamento favorevole con osimertinib, benché non fossero maturi al momento dell'analisi. Lo studio continuerà a valutare la sopravvivenza globale come endpoint secondario.

 

La Redazione

Source: PharmaKronos