La Giornata del Made in Italy, che ha avuto luogo ieri a Roma, è stata un'occasione di dialogo fra Farmindustria e le istituzioni sul ruolo del settore farmaceutico italiano. In particolare, Marcello Cattani, Presidente di Farmindustria ha voluto sottolineare: "Senza una visione sistemica, rischiamo di perdere competitività rispetto ai nuovi hub globali".
Un comparto da primato: i numeri del 2025
L'industria farmaceutica si conferma il motore trainante dell'economia nazionale. Durante l'evento “Innovazione, investimenti, competenze. L’industria farmaceutica come asset prioritario del Made in Italy”, Cattani ha delineato i contorni di un settore in salute:
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Produzione: 74 miliardi di euro.
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Export: Oltre 69 miliardi di euro, con una crescita del +7,2% verso il mercato USA.
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Occupazione: 72.200 addetti (+2%), con una forte leadership femminile (oltre il 50% nella R&S).
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Investimenti: 4 miliardi di euro totali, di cui 800 milioni destinati alla ricerca clinica nel SSN.
"L'innovazione e la salute sono nel DNA della nostra Nazione".
Geopolitica e costi: l'allarme sulla sostenibilità
Nonostante questi dati, il quadro internazionale desta preoccupazione. Il terzo shock geopolitico degli ultimi anni, alimentato dalle tensioni in Medio Oriente, ha fatto impennare i costi di produzione e logistica oltre il 20%.
A questo si aggiunge la dipendenza strategica dall'Asia: Cina e India forniscono oggi il 74% dei principi attivi. Mentre a livello globale si prevedono investimenti in R&S per 2.000 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni, l’Europa mostra segni di affaticamento, avendo già perso il 10% degli studi clinici nell'ultimo decennio.
Il fronte istituzionale: verso una politica industriale integrata
Da parte sua, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha confermato l'impegno del Governo nel costruire un'autonomia strategica europea. In particolare, la farmaceutica ha guidato la resilienza delle esportazioni italiane ed è oggi il cuore della nuova 'economia della salute.
Sulla stessa linea Lucia Aleotti, vicepresidente per il Centro Studi Confindustria, che ha evidenziato come la competitività delle imprese sia il prerequisito per la tenuta del welfare.
Governance e accesso: superare payback e tetti di spesa
Infine, sul fronte della gestione sanitaria, Francesco Saverio Mennini, Capo Dipartimento programmazione del Ministero della Salute, ha ribadito la necessità di superare logiche contabili ormai datate:
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Revisione degli strumenti: Tetti di spesa e payback non garantiscono sostenibilità a lungo termine.
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Equità territoriale: È necessario eliminare le disparità di accesso ai farmaci tra le diverse regioni.
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Misure concrete: Citato il fondo da 100 milioni di euro per gli antibiotici reserve contro l'antimicrobico-resistenza.
La sfida del futuro
La sintesi della giornata è racchiusa nel monito finale di Cattani: la ricerca è il miglior strumento di cura, ma l'Europa deve correre. Questo perché la farmaceutica non è più solo una questione di salute, ma una sfida di sovranità economica e tecnologica.
La Redazione
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